.....Ricordi.....
Mia nonna.. parlandomi dei suoi tempi, mi racconta come fossero diversi i preparativi e come era molto più sentita la festività di Pasqua, come in fondo qualsiasi altra festività, rispetto ai giorni d'oggi. Oltre alle varie funzioni religiose che venivano svolte durante tutto il periodo della Quaresima, vi erano i preparativi a casa che coinvolgevano la famiglia, anzi varie famiglie, infatti, dove vi era un forno, a legno naturalmente, li si riunivano varie signore o comari per la preparazione dei dolci. Il tutto iniziava il il giovedì Santo, questo era il giorno dedicato alla preparazione dei dolci, era una festa per tutti , in particolare per i bambini, che alla fine avrebbero potuto leccare la rimanenza dell'impasto nelle insalatiere. I dolci erano principalmente panettoni e pigne, i quali non dovevano essere toccati fino alla domenica perché si diceva che dentro nascondessero una "serpe". La pigna aveva grande importanza, questa era ed è ancora oggi preparata con:uova, farina, zucchero, lievito e strutto; veniva lavorata la pasta che poi si disponeva a forma di treccia o di anello con al centro un uovo. Al termine della cottura si guarniva con una glassa bianca, che si chiamava "maspo", e confettini colorati. Questa doveva essere conservata fino al giorno di Pasquetta quando tutti a Castellonorato si recavano alla Madonna della Colomba per ascoltare la Santa Messa e per poi consumare la pigna sul prato davanti alla chiesetta. Questa ormai aveva perso la sua fragranza e freschezza, ma sembrava essere ugualmente molto buona visto la lunga attesa e i pochi dolci di quel tempo. La sera del Giovedì Santo, a differenza di oggi, che si espone in chiesa il Santissimo, si poneva Gesù a terra, e nelle case tutti i preparativi si fermavano, non si spazzava ne lavava il pavimento, non si ascoltava musica. Il silenzio veniva interrotto la sera del Venerdì Santo con il suono delle "ottarelle" che per tutto il paese suonavano annunciando la processione di Gesù morto. Il sabato mattina si faceva grandi pulizia nell'attesa che arrivasse il prete per la benedizione delle case e delle famiglie, questi infatti andava di casa in casa a dare la benedizione ed ognuno dava lui quello che poteva:uova, olio, vino ecc. In questo modo si giungeva al giorno di Pasqua, le famiglie si riunivano tutte intorno al tavolo a consumare un pranzo per lo più a base di pasta asciutta, agnello e dolci naturalmente.
Gruppo Donne Associazione Culturale Castellonora