Chiesa S.Antonino Salvaterra

 

 

La costruzione della chiesa e della casa canonica è narrata, in un latino nobile ed essenziale, dalle svariate lapidi di cui è disseminata la chiesa. L'edificio sacro è completato nel 1686 sotto gli auspici del card. Pietro Ottoboni, abate commendatario della Vangadizza.

La facciata del tempio è portata a termine dal card. Priuli, ha concorso con le sue elemosine tutto un popolo generoso. Su tutti, da protagonista e regista perfetto  emerge la figura  dell' arciprete don Antonio Lorenzoni (dottore in diritto canonico e civile). E' un prete brillante per iniziative e generosità,che sa ben collocare i beni di una grande famiglia di grandi risorse costrui la chiesa, perfezionò gli altari, la sagrestia. Nel 1714 portò a termine la casa canonica che un terremoto del 1694 aveva fortemente compromesso. Ora tutte queste opere denunciano il peso degli anni e necessitano di restauri radicali, attualmente la parrocchia col contributo del Ministero dei lavori pubblici, ha già recuperato la casa canonica, rifacendo il tetto, i solai e risanando i muri perimetrali; ne è uscita una casa godibile e funzionale, in sintonia col complesso architettonico di alto valore, comprendente la chiesa e la villa Lorenzoni-Pellegrini. Alla fine di queste note la curiosità si punta sul Patrono; S.Antonino Martire. Sono tanti i santi con questo nome. La chiave di lettura ce la dà il calendario liturgico diocesano, che ne pone la festa il 2 di Settembre.

San Antonino nato ad Aribazos presso Apamea, l'odierna Homs in Siria, era scalpellino di professione. Si ritirò per due anni con un anacoreta di nome Teotimo e poi si stabili nel villaggio di Apocravictu. Colà giunto, con un zelo forse eccessivo, penetrò nel tempio e frantumò gli idoli, eccitando il furore dei pagani, che lo percossero violentemente. Su richiesta del vescovo di Apamea, Antonino si recò in questa città per costruire una chiesa dedicata  alla SS. Trinità, ma a lavoro iniziato, una notte fu assalito dai pagani che aveva rimproverato:a soli 20 anni fu trucidato , al tempo dell'imperatore Costanzo (IVsec.) E' venerato anche a Ficarolo e a Capua e più ancora in diversi luoghi della Spagna e della Francia.

Salvaterra Chiesa S.Antonino