Chiesa Arcipretale di S.Giovanni Battista
Un diploma di papa Silvestro II (a. 998-1003) nomima per la prima volta una "cappella monachorum" distinta dalla basilica di S. Maria della Vangadizza. Il borgo S.Giovanni doveva ben presto rappresentare il nucleo che si svilupperà a ridosso dell'area vangadicense, il centro nevralgico era l'ampio spazio, che successivamente lascerà posto alle attuali piazze, contornato dalla loggia comunale, dalla chiesa di S. Giovanni Battista.
La primitiva pieve di S. Giovanni era ubicata trasversalmente all'attuale, con la facciata rivolta verso il sottopasso che mette in comunicazione alla piazzetta dei Grani (l'antico luogo del mercato del frumento). Una successiva ricostruzione avvenne verso il 1430, nel novembre 1473 durante una visita pastorale il mons. Antonio de Gottis pone in evidenza lo stato fatiscente della chiesa di S. Giovanni, che è antica, in precarie condizioni, e necessita essere ricostruita dalle fondamenta. La chiesa è ubicata come l'attuale, ha un unica navata, rifinita dal coro, vi è anche un campanile con tre campane. In una visita pastorale del 1634 si rileva che il campanile è pericoloso e necessita rifarlo. Di conseguenza se ne iniziò la ricostruzione nel 1642, ma poichè essa andò per diverso tempo venne inaugurato nel 1671.
La facciata, di attenuata linea rinascimentale, fu portata a termine nel 1778, solo nel novecento furono collocate sulla facciata le tre statue di S. Giovanni,S. Teobaldo e S. Giuseppe. L'interno è a una sola navata in stile rinascimentale estesa per quaranta metri, il pavimento fu fatto nel 1803 in calcare ammonitico rosso di Verona, nel soffitto, il pittore veneto Pio Piati dipinse ad affresco, nel primo ottocento, la gloria di S. Giovanni Battista. Nel primo altare sul lato sinistro, dedicato all'apostolo Giacomo, è collocata una pregevole pala con S. Giacomo, S. Giovanni Apostolo, S. Biagio e S. Francesco di Paola, dell'ultimo settecento veneziano, nel secondo altare vi è un paliotto marmoreo barocco, proveniente dalla chiesa della Vangadizza. Ai lati dell'altare trovano posto due statue di Arrigo Merengo ( Mayring ), scultore fiammingo del diciottesimo secolo che raffigurano S. Filippo Neri e S. Ignazio di Lojola, la pala del Sacro Cuore è del pittore Mora. Nell'ultimo altare di sinistra (1839), in una nicchia è collocata la statua lignea della Beata Vergine della Vangadizza, opera di un intagliatore anonimo ma di rilievo.
La prima cappella a destra è dedicata a S. Antonio di Padova, ed accoglie un dipinto di Antonio Maria Nardi(1940), con una suggestiva veduta dell'Abbazia posta sotto la Madonna. Il secondo altare è un pregevole e scenografico manufatto del seicento, a colonne tortili, ove sono ospitate le reliquie dei Santi Primo e Feliciano, l'urna è opera dello scultore Vittorio Rampelli. La pala di S. Giuseppe è di Antonio Maria Nardi (1941). Subito dopo, ancora a destra, vi è la cappella dedicata a S. Teobaldo (1824), con l'urna scolpita da Giuseppe Fadiga, contenente le reliquie del Santo. A destra dell'altare maggiore appare un prezioso bassorilievo marmoreo, presumibilmente quattrocentesco, raffigurante l' "Ecce Homo". Nella navata centrale il pulpito è opera di Lorenzo Urbani (1847). La cantoria e l'organo invece sono opere collegate, tramite gli artisti che le eseguirono al teatro sociale, Giovanni Abriani, e i fratelli Voltolina di Lendinara(i medesimi, negli stessi anni operano nel rinnovato teatro di Badia). Il presbiterio fu realizzato nel 1934; il progetto, il Crocefisso, le sculture dell' altare maggiore e le formelle del pavimento sono opera di Giuseppe Milani. La balaustra in ferro battuto è stata eseguita dagli alunni dell'Istituto Caenazzo Bronzin.
Le vetrate con le storie dell'Antico, Nuovo Testamento, S. Giovanni e S. Teobaldo sono opera di Scipione Ballardini. Contemporanee sono anche le tele di S. Giovanni Battista nell'abdise e quelle sui lati del presbiterio (la caduta della manna e la moltiplicazione dei pani e dei pesci) di Giuseppe Resi. Le quattordici stazioni della Via Crucis e il dipinto del Battistero sono opera e dono del pittore badiese Mario Capuzzo (1968). Nella cappella del Santissimo Sacramento, cui si accede da piazza Grani vi è un bellissimo tondo marmoreo dello scultore ferrarese Zuffi Ambrogio (1873), raffigurante Cristo che porta la croce.