Cenni storici
La città di Badia Polesine, in provincia di Rovigo nella tradizione popolare è chiamata anche "La Badia"a causa della presenza del monastero Benedettino costruito nella zona della Vangadizza. Da ricerche effettuate sembra che questo borgo fosse abitato già dai tempi dei Romani (nel campanile di Vangadizza e stata trovata un'area dedicata a Dionisio). Ci sono documenti che attestano l'esistenza di Badia al X Secolo con la costruzione della Chiesa di S.Maria a Vangadizza, da parte di Almerigo da Pigna e la moglie Franca Lanfranchi. Sotto il governo di Ugo, Marchese di Toscana, la chiesa passò ai monaci Benedettini. Il borgo era protetto da un fossato con tre ponti levatoi in legno, tre porte che permettevano il collegamento con i sobborghi vicini: porta de sora, porta de mezo e porta de soto. La porta de sora, collegava il centro con la la zona del Pizzon o borgo S.Nicolò. La porta de mezo collegava la zona di Francavilla verso la riva destra dell'Adigetto. La porta di soto collegava il borgo con la zona di S.Francesco detta anche "Cao de vila" dove c'era la chiesa di S.Francesco. Nel borgo del Pizzon, o borgo S.Nicolò, essendo a ridosso del fiume, c'era un cantiere per costruire barche, la sede del dazio fluviale, una osteria e la chiesetta di S.Nicolò patrono dei naviganti. Era abitata dai mulinari che tenevano i loro mulini natanti sull'Adige. Badia, elevata al grado di città il 7 maggio 1817 dall'imperatore Francesco D'Austria, fu denominata Badia Polesine con Regio Decreto del 7 luglio 1877. L'Adigetto, che trae origine dall'Adige in località "Bova" (l'antica Bucca) divide oggi l'abitato in due parti.