Palazzo Rosini
A cominciare da Palazzo Rosini, forse il più importante tra tutti, snaturato dalle nuove tendenze commerciali nei decenni successivi alla seconda guerra mondiale. Quel "beletissimo palacio" in cui soggiornò probabilmente Marin Samundo il giovane nel 1483 e dove nel 1577 nacque il medico e storico Giangirolomo Bronziero, era il più imponente del centro storico e si sviluppava per circa una cinquantina di metri sul lato della facciata. Alla base di questa sotto il lungo portico a cui archi aprivano al piano nobile ornato di balconi, finestre decorate a motivi floreali e colonne formanti una bifora e una trifora. Sulla facciata le nuove finestre realizzate nel sottotetto si inseriscono nelle bifore rinascimentali, a fianco di una rara meridiana marmorea della stessa epoca. Al piano nobile, pur suddiviso oggi in varie proprietà che ne hanno alterato l'originaria struttura interna sono visibili una dozzina di dipinti murali del pittore ferrarese Francesco Saraceni, l'autore dei dipinti del soffitto del Teatro Sociale. Sono pitture a soggetto mitologico le quali pur non essendo molto belle a causa dell'infelice risultato costituiscono comunque una testimonianza dell'arte pittorica dell'ottocento in questa città.