Abbazia della Vangadizza
Degli antichi monumenti medioevali, ossia le Torri Marchesane, quella di Francavilla Veronese e la cinta murata della città realizzato dagli estensi verso il 1100 non rimane quasi nulla, se non poche pietre di fondazioni lungo il corso dell'Adige, sul versante padovano. Qualcosa di più invece sopravvive nell'Abbazia della Vangadizza, il monumento che dà il nome alla città sorta probabilmente sopra un fortilizio risalente a circa un secolo prima dell'anno 1000. Queste tracce sono ben visibili in alcuni manufatti romani utilizzati per l'edificazione della base del campanile sono un frammento di altare dedicato a Bacco, uno scolatoio idrico di una certa dimensione e alcune teste tombali collocate a circa quattro metri di altezza. Poi quella che sembrerebbe addirittura indicare il progettista della torre campanaria, un capomastro piacentino che firma l'iscrizione con Magister placentinus collocata ben visibilmente sul lato della Torre, comunque tale capomastro è probabilmente l'autore dell'edificio, anche a ragion del fatto che l'iscrizione è collocata in un punto ben visibile alto e specifica il verbo "fecit" (un maestro piacentino fece questo edificio).
Delle originarie vestigia abbaziali realizzate verso il 1000 sui resti del fortilizio, invece, rimangono le mura circolari dell'abside e la parte a settentrione, dove trovano posto le celle dei monaci e la sala capitolare. Recenti scavi inoltre, hanno messo in luce la pavimentazione e il colonnato dell'originale chiesa, i risultati dell'indagine archeologica però non sono ancora attualmente noti. Il resto del monastero ad esclusione della chiesa, che è stata demolita nel 1810 è sostanzialmente ancora integro ed è costituito da un suggestivo chiostro a doppio ordine, dall'ex refettorio dei monaci e da diversi vani abitativi d'altro uso (magazzini, archivio, casa delle guardie, seminario, stalle). Al centro del chiostro è collocato una pregevole vera da pozzo veneziana del XV. Per quanto concerne la lunga storia del monastero, esso vede l'adozione benedettina nel 961 e quella canaldonese che viene mantenuta fino alla fine del 1810, quando l'ultimo monaco raggiunse il convento dell'isola di Murano. Nel 1074, il corpo dell'eremita francese Teobaldo (patrono della città) dopo essere stato trasferito dalla basilica di Vicenza, fu trasportato nell'abbazia badiese, dove talvolta si recava per brevi periodi. Il campanile della chiesa è alto oltre 40 metri, si trovano ancora tre campane su cui sono impresse l'emblema della Vangadizza, cioè la vanga; davanti alla facciata della chiesa ci sono due sarcofagi che contenevano le spoglie degli Estensi.